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Riflessioni

La morte non è niente

Creazione modernaASono solamente passato dall’altra parte: 
è come fossi nascosto nella stanza accanto. 
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato,
che ti è familiare; 
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. 
Non cambiare tono di voce,
non assumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, 
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano 
quando eravamo insieme. 

Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente,
solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.


Agostino

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Se mi ami non piangere

Se mi ami non piangere!
Se conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo;
se potessi vedere e sentire quello che io sento e vedo
in questi orizzonti senza fine
e in questa luce che tutto investe e penetra,
non piangeresti se mi ami!

Sono ormai assorbito dall'incanto di Dio,
dalle sue espressioni di sconfinata bellezza.
Le cose di un tempo sono così piccole al confronto!
Mi è rimasto l'affetto per te,
una tenerezza che non hai mai conosciuto!
Ci siamo amati e conosciuti nel tempo:
ma tutto era allora così fugace e limitato!

Io vivo nella serena e gioiosa attesa del tuo arrivo fra noi;
tu pensami così: nelle tue battaglie
pensa a questa meravigliosa casa dove non esiste la morte,
e dove ci disseteremo insieme
nel trasporto più puro e più intenso
alla fonte inestinguibile della gioia e dell'amore.
Non piangere più, se veramente mi ami!

Agostino

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I miei occhi lo cercavano ovunque

In un passaggio del libro “Le Confessioni’' Sant’Agostino descrive le sue reazioni alla morte di uno dei suoi più intimi amici. Erano coetanei, ambedue nel fiore della giovinezza, legati da comuni interessi e gusti. Quando una febbre maligna falciò la vita dell’amico, Agostino cadde in una profonda crisi di lutto, che egli cosi descrive:

"Il mio cuore fu inondato da una profonda tristezza. Tutto ciò che io contemplavo aveva un aspetto di morte. La mia patria mi appariva una tortura e la casa paterna una infelicità. Quanto avevo fatto con lui, ora, in sua assenza, si trasformava in crudele tormento. I miei occhi lo cercavano ovunque, ma invano. Odiavo tutte le cose, perché esse non possedevano più, e non potevano dirmi - Ecco, egli viene - come esse mi indicavano in sua assenza quando era ancora vivo.
Diventai un enigma a me stesso, e domandavo alla mia anima perché fosse così triste, e perché mi affliggesse così forte, ma non ottenevo risposta. Se dicevo, allora, alla mia anima: - Spera in Dio - giustamente essa non mi obbediva, perché l'uomo, l’essere più caro che essa aveva perduto, era più reale e migliore della fantasia in cui essa era chiamata a sperare. Solo il pianto era dolce. Il fatto che altri uomini vivessero mi stupiva, perché egli era morto... Mi irritava il fatto che gli altri uomini continuassero a vivere mentre egli era morto"

Agostino Le Confessioni Libro IV, 4.

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